Roma, 31 ottobre – di Claudio d’Alelio Marescotti
Come ricordava l’umanista de Turgot:
“gli uomini che si distinguono per le virtù più rispettabili e veramente utili sono quelli che ricevono meno vantaggi nella distribuzione della fama. I posteri giudicano solo le azioni pubbliche ed eclatanti, e forse sono più sensibili al loro splendore che alla loro utilità”.
E’ questo lo spunto che, come per reazione, ha motivato il giurista Claudio d’Alelio Marescotti nell’ideazione del Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino la cui prima edizione si è svolta lo scorso 29 ottobre presso il Collegio Apostolico Leoniano a Roma grazie al lavoro svolto dagli organizzatori, in primis la Società di San Vincenzo De Paoli, sezione di Roma guidata dal Presidente Giuliano Crepaldi con il sostegno di padre Giancarlo Passerin.
La cerimonia dedicata al Beato Rosario Livatino
All’interno della manifestazione si è celebrata una messa in memoria del Beato presieduta dall’Arcivescovo Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Lo spirito che ha mosso la Giuria del Premio è quindi quello di dare visibilità ai giovani magistrati che lavorano con serietà, senso del sacrificio e rettitudine e in questa prima edizione i premiati sono stati Simona Ferraiuolo della Procura di Milano e Diego Capece Minutolo Diego della Procura di Napoli; oltre ai due giovani magistrati un riconoscimento è andato anche al giornalista.
Il messaggio del Ministro Carlo Nordio e la benedizione del Santo Padre
Si è collegato alla premiazione anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che parlando in video ha sottolineato l’importanza di una Premiazione che unisce laici e cattolici e ha ricordato l’unicità del Beato Livatino considerandolo: “figura non assimilabile a quella di nessun altro Magistrato morto nell’adempimento del suo dovere”, una unicità legata al gesto del perdono di Livatino nei confronti dei suoi assassini, che lo rende più simile ai santi o ai martiri che agli eroi, rendendo ancora più tangibile il motivo della sua beatificazione, avvenuta nel 2021.
In occasione dell’evento, Sua Santità Papa Leone XIV ha inoltre fatto pervenire un messaggio di benedizione e incoraggiamento a proseguire nell’esempio del Beato Livatino, “martire della giustizia e della fede”.
Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio pontificio:
Dal Vaticano, 25 ottobre 2025
Egregio Signore,
con cortese lettera, recentemente qui pervenuta, ha voluto rendere partecipe il Santo Padre del 1° premio Europeo della Giustizia “Beato Rosario Livatino” che sarà assegnato da codesta Associazione il 29 ottobre corrente, chiedendo un segno di spirituale vicinanza.
Grato per i sentimenti che hanno accompagnato tale gesto, Sua Santità, mentre assicura il ricordo nella preghiera, esorta a seguire l’esempio del Beato che, come affermato dal compianto Papa Francesco, «nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, […], si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere. Il suo lavoro lo poneva sempre “sotto la tutela di Dio”; per questo è diventato testimone del Vangelo fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo ad essere leali difensori della legalità e della libertà» (Regina Cæli, 9 maggio 2021). Con tali auspici, Papa Leone XIV imparte di cuore la Benedizione Apostolica, che estende a tutti gli Associati e a quanti prendono parte a tale significativa manifestazione, con l’augurio di ogni desiderato bene nel Signore.
La saluto cordialmente, con sensi di distinta stima.
X Edgar Peña Parra
Sostituto
Interventi
A seguire la premiazione ha visto i brillanti interventi del magistrato Chiara Salvatori e di Yves le Claire, già Procuratore Capo francese, oggi Magistrato di Collegamento della Repubblica Francese per l’Italia, il Vaticano e Malta e infine di Arcangelo Badolati, giornalista specialista del fenomeno ‘ndrangheta. Un premio che vuole rendere consapevole la collettività dell’esistenza di quelle persone che contrastano e combattono quotidianamente organizzazioni internazionali composte da donne e uomini che hanno fatto del crimine il loro “modus vivendi”
Il valore dell’umano è quanto il Beato Rosario da magistrato ha sempre perseguito incarnando i valori cristiani, osteggiati dalle diverse criminalità e oggi, dopo 35 anni dalla sua esecuzione per mano della mafia, il suo esempio è seguito dalla nuova generazione di colleghi magistrati, tra i quali i due che hanno ricevuto il Premio Livatino in questa prima edizione.
Rassegna stampa dell’evento
L’evento ha ricevuto attenzione anche da parte dei media, confermando l’importanza del Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino.
- L’Osservatore Romano, nel numero di venerdì 7 novembre 2025, ha dedicato un articolo alla Prima Edizione del 🇪🇺 Premio Europeo della Giustizia “Beato Rosario Livatino”

- Giustizia News Online, quotidiano del Ministero della Giustizia, riporta le parole del Ministro Carlo Nordio: “Il giudice Livatino, una figura inimitabile”, pronunciate nel videomessaggio per il premio promosso dalla Società di San Vincenzo de Paoli di Roma.



















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