Con grande piacere segnaliamo che la nota testata Famiglia Cristiana ha dedicato un articolo al centro medico “Pier Giorgio Frassati” della San Vincenzo De Paoli di Roma ODV, riconoscendo il valore del nostro operato sul territorio.
Vi riproponiamo qui sotto il testo integrale dell’articolo.
Articolo di LAURA BADARACCHI, pubblicato su Famiglia Cristiana.
VISITE GRATUITE PER I PIÙ FRAGILI
A Roma, grazie alla San Vincenzo, un centro medico della carità dedicato a Pier Giorgio Frassati
È intitolato a San Pier Giorgio Frassati volontario vincenziano il Centro medico oculistico e cardiologico aperto da marzo al Collegio apostolico leoniano, in via Pompeo Magno 21 a Roma, per garantire visite e servizi gratuiti a persone e famiglie in difficoltà economica. Promosso dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli – Consiglio centrale di Roma, in collaborazione con i Missionari vincenziani, la Fondazione vincenziani Ets e la Famiglia vincenziana, il nuovo Centro, spiega Giuliano Crepaldi, presidente della San Vincenzo di Roma, rappresenta «un ampliamento dell’esperienza maturata grazie al progetto “Compagnia solidale a San Basilio”, attivo dal 2022 nel quartiere omonimo, dove un nostro presidio ambulatoriale e un magazzino alimentare offrono sostegno sanitario e sociale a chi vive situazioni di fragilità.
«Finora 800 persone hanno beneficiato di visite cardiologiche e oltre un migliaio di quelle oculistiche, con un aumento costante della domanda che ha reso evidente la necessità di estendere il modello anche in altre zone della città». In via Pompeo Magno, prosegue, «due volte al mese, sono a disposizione un cardiologo e un oculista». Per informazioni, contattare dal lunedì al venerdì (ore 9-17) i numeri 06/65.49.30.82, WhatsApp 331.748.57.78, e-mail sanvincenzo.roma@inwind.it
All’inaugurazione del Centro erano presenti anche Wanda e Maria Grazia Gawronska, figlie di Luciana Frassati, sorella del santo patrono dei Giovani vincenziani canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre 2025. Che scriveva, come recita un quadro affisso sulle pareti dell’ambulatorio: «La nostra salute deve essere messa al servizio di chi non ne ha, ché altrimenti si tradirebbe il dono stesso di Dio e la sua benevolenza». Il 3 luglio 1925, il giorno prima della sua morte, pensò a una polizza di pegno da rinnovare e a una scatola di iniezioni per i malati assistiti dalla sua Conferenza di San Vincenzo.

