di MARZIA GIGLIOLI
La giustizia al centro del dibattito in vista del Referendum
Ad una settimana dal voto sul Referendum, la giustizia è ancora di più un tema centrale da affrontare come cittadini e come cattolici.
Con questo incipit, ieri si è svolto presso il Collegio Apostolico Leoniano, in via Pompeo Magno, un interessante dibattito sulle ragioni del “Sì” e del “No”, con due esperti e protagonisti: il professor Stefano Ceccanti, ordinario di Diritto Comparato all’Università La Sapienza, e il dottor Cesare Parodi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.
L’importanza di un voto consapevole
Ha aperto i lavori il presidente della San Vincenzo De Paoli ODV di Roma, Francesco Prezioso, ricordando i quesiti principali, la necessità di massima chiarezza nell’affrontare il voto e l’attenzione che l’elettorato cattolico e quello vincenziano devono porre su temi come quelli di questo Referendum, che pongono la giustizia al centro del vivere quotidiano.
Il principio della giustizia al centro di tutto è stato espresso anche dal dottor Claudio D’Alelio Marescotti, presidente della Giuria che assegna il Premio della Giustizia Rosario Livatino, ricordando come anche il cardinale Zuppi abbia dichiarato la necessità di un “voto di coscienza per questo Referendum”. Marescotti ha sottolineato l’idea centrale che guida i Vincenziani e il senso di giustizia che ne ha caratterizzato l’azione fin dall’inizio, mettendo al centro il rispetto dell’altro, che significa un corretto esercizio della giustizia, espresso anche nella nostra Costituzione, “che è un esempio anche sul panorama internazionale”. “Uniti nella differenza”, come affermava Jacques Delors.
Due visioni a confronto: le ragioni del Sì e del No
Prima del dibattito tra i due esponenti del “Sì” e del “No”, la moderatrice Marzia Giglioli ha ricordato come questa campagna referendaria si svolga tra i veleni dello scontro, con un linguaggio mediatico che, insieme a quello della politica, svia il confronto democratico, trasformandolo in un ring lontano dalla comprensione delle cose e dal bene comune.
Anche su questa esigenza di “una riconciliazione” si è sviluppato il tema dell’incontro, per poi affrontare nello specifico i quesiti del Referendum.
I dettagli tecnici e giuridici sono stati affrontati da entrambi gli ospiti per spiegare le ragioni pro o contro la modifica della Costituzione che saremo chiamati a votare.
Al centro del dibattito, soprattutto il contestato “sorteggio” per l’elezione del CSM (che se vincerà il “Sì” verrebbe sdoppiato con l’aggiunta dell ‘Alta Corte Disciplinare).
Ne è scaturito un serrato confronto sulle due visioni di come garantire al meglio l’equilibrio dei diritti, dell’apparato giudiziario e della terzietà dei giudici. Il “Sì”, come esposto dal professor Ceccanti, ribadisce che lo sdoppiamento delle carriere (pubblici ministeri e giudici separati nelle loro funzioni) rappresenta un compimento migliorativo già previsto dai padri costituenti. Il presidente Parodi ha invece spiegato che la Costituzione rappresenta già un impianto compiuto, senza necessità di modifiche, e che lo sdoppiamento delle carriere potrebbe avvenire eventualmente con legge ordinaria, senza cambiare la Carta costituzionale.
Sul sorteggio c’è stato un dibattito piuttosto acceso: Ceccanti ne ha ribadito la necessità come argine alle contestate “correnti” interne alla magistratura, pur riconoscendo che non rappresenta la migliore delle soluzioni. Di parere nettamente contrario Parodi, che ha sottolineato il rischio che tale soluzione non garantirebbe un alto livello di professionalità, aggiungendo che le correnti in sé non rappresentano un male assoluto.
Al dibattito sono seguite domande per approfondire i temi trattati, come la garanzia sulla trasparenza delle nomine e la necessità, in caso di vittoria del “Sì”, di una corretta traduzione delle scelte nei futuri decreti attuativi.
L’incontro, dai toni pacati e rispettosi, molto diversi da quelli che in questo periodo si vedono e si ascoltano, è stato un momento pubblico dedicato al confronto e non allo scontro.
Proprio ieri il Papa, aprendo l’Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, ha sottolineato che l’amministrazione della giustizia contribuisce anche alla tutela del valore dell’unità, “elemento essenziale della vita ecclesiale”, ribadendo la necessità dell’ascolto.
È possibile rivedere l’intero dibattito nel video disponibile sul nostro canale YouTube

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